lunedì 7 ottobre 2013
mercoledì 28 marzo 2012
[...] Offro a te tutto me stesso, lo studio e il gioco,
le parole e il silenzio, il pianto e la gioia,
seguendo la compagnia che tu mi hai dato
come segno della tua presenza,
perchè la mia vita si compia e il mondo ti riconosca [...]
(da Consacrazione a Cristo, Re dell'Universo)
domenica 11 marzo 2012

Paul Cézanne, Mele e arance, 1895-1900 circa,
Parigi, Musée d'Orsay
lunedì 26 dicembre 2011
mercoledì 27 luglio 2011
Cameretta, Elena Nassi
Questo senso penoso di precarietà mi teneva ancora e non mi faceva amare il letto su cui mi ponevo a dormire, i varii oggetti che mi stavano intorno. Ogni oggetto in noi suol trasformarsi secondo le immagini ch'esso evoca e aggruppa, per così dire, attorno a sé. Certo un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell'oggetto per se medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d'immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell'oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l'accordo, l'armonia che stabiliamo tra esso e noi, l'anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi.
(Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal)
domenica 27 marzo 2011

(Andrea Mantegna, Cristo Morto, 1475-1478, tempera su tela, 68x81 cm, Pinacoteca di Brera, Milano)
Il Cristo Morto di Mantegna
domenica 16 gennaio 2011
domenica 19 dicembre 2010

Vedere è un atto creativo
Quando sono giunta, dopo la ripida salita, alla cima dove comincia il percorso delle cappelle del Sacro Monte di Varallo, ho sentito una strana sensazione dentro il cuore, di calma e pace, come non le sentivo più da tanto tempo. Ho capito fin da subito che il posto dove mi trovavo era quasi fuori dal mondo, isolato da tutto ciò che c’è all’esterno, ma nel contempo anche nel mondo, perché esso c’è, fa parte di esso, e perché quando entri in questo pezzo di realtà, entri tu, con tutto te stesso, portandoti dietro (e dentro) tutto ciò che c’è fuori.
Trovo un paragone con le parole di Eliot che, nei Cori da La Rocca, dice:
“Quindi giunsero, in un momento predeterminato, un momento nel tempo e del tempo,
Un momento non fuori del tempo, ma nel tempo, in ciò che noi chiamiamo storia: sezionando,
bisecando il mondo del tempo, un momento nel tempo ma non come un momento di tempo,
Un momento nel tempo ma il tempo fu creato attraverso quel momento: poiché senza significato non c’è tempo, e quel momento di tempo diede il significato.”
Quindi anche il Sacro monte è così, come dice Eliot. Forse perché ciò di cui parla il Sacro Monte è proprio questo momento.
L’unica cosa certa è che il Sacro Monte è stato creato da quel momento ed è stato fatto per l’uomo, forse per il bisogno che ha in fondo al cuore.
Prima di vederlo pensavo che il Sacro Monte sapesse un po’ di vecchio, fosse qualcosa di antico, dato che Gaudenzio Ferrari lo ha fatto cinquecento anni fa per rispondere al desiderio di quella gente, inserendoli addirittura nella sua opera.
Chi se lo poteva immaginare che io sentissi il Sacro Monte così vicino a me?
Quando ogni giorno sento sempre più forte il bisogno di qualcosa e mi sento sempre più vicina all’orlo di un baratro, quando ormai il mondo è cambiato rispetto a cinquecento anni fa,
“La Chiesa ripudiata, la torre abbattuta, le campane capovolte, cosa possiamo fare
Se non restare con le mani vuote e le palme aperte rivolte verso l’alto
In un’età che avanza all’indietro, progressivamente?” (Eliot, Cori da La Rocca)
Ma anche io, anche l’uomo è cambiato rispetto alle persone che vivevano attorno a Gaudenzio?
Il mio desiderio è uguale al loro?
Quando sono finalmente di fronte alle cappelle, dopo aver atteso questo momento e aver provato a immaginare come erano fatte e la reazione che avrei avuto davanti ad esse, ecco che succede l’inimmaginabile.
Gaudenzio, quando ha fatto le cappelle, ha pensato a me, ne sono sicura.
Lui le ha fatte per me.
Guardandole io mi sento finalmente parte di quella grande storia di quell’Uomo, a cui ho sempre voluto appartenere.
Io sono lì con loro e con Lui, mi sentono declamare nei tribunali, si voltano quando rompo l’oscurità con la luce della mia torca, puntandola sul Cristo, il centro della storia.
Mi commuovo in diversi momenti del cammino, la salita al calvario, dove la folla è troppa, Lui cade e lo coprono, ed è dura intravederlo fra la gente. Quando è lì, sulla croce, il corpo martoriato e sofferente, e io sono lì con lui. Poi la deposizione, e il suo corpo, bianco e delicato come porcellana, la pelle non è più segnata, quasi come fosse già risorto, viene tolto delicatamente dalla croce, in un atto di pura tenerezza e preghiera.
E forse la cosa più bella, quando ero là, è stata quando ho disegnato Gesù nei tribunali, quando ho capito che le grate che chiudono le cappelle non sono un impedimento, ma una parte integrante dell’opera, che ti costringe a catapultarti nella scena.
Quando ho preso i miei acquerelli dalla borsa, ho subito trovato la posizione ideale per lavorare: mi sono inginocchiata sul gradino attaccato alla grata e il mio volto coincideva perfettamente con l’apertura in essa.
Ecco perché i buchi nella grata, per vedere dentro, sono così bassi.
Sono qui, inginocchiata alle spalle di Gesù, giudicato da Caifa, e lo disegno, per trattenere questo momento, per fare in mondo che diventi mio: questo attimo è stato, forse, la preghiera più bella e vera che io abbia mai detto.
Mi commuovo di fronte a questo dono che Dio mi ha fatto attraverso le mani di Gaudenzio, che, ormai, è un mio caro amico, perché abbiamo qualcosa in comune, lo stesso desiderio e lo stesso bisogno di diventare testimoni della vita di Cristo.
Ora posso veramente dirvelo: io ho incontrato Cristo.
lunedì 27 settembre 2010

Cristo da Pilato, copia dal vero di statua di Gaudenzio Ferrari, Elena Nassi
What's the buzz?
Tell me what's happening
What's happening?
So this is Jesus Christ. You look so small, not a king at all
An amazing thing this silent king. Since you come from Galilee then you nedd not to come to me, you're an Herod's case!
So you are the Christ, you're the great Jesus Christ, prove to me that you're divine, change my water into wine!
Hey! Aren't you scared of me Christ? Mr. Wonderful Christ! You're a joke, you're not the lord! Get out of, get out of, get out of my life!
And so the king is once again my guest. Talk to me Jesus Christ
You've been brought here - beaten by your own people
Where is your kingdon?
You're a fool Jesus Christ
How can you stay quite?
Why don't you speak when I hold your life in my hands?
Tanto sicuri da abbandonarsi allo sberleffo, le autorità
Chiassose, eh! Ma pur sempre illustri
Eh, ma il prigioniero silenzioso
Si sarà affidato al Padre Suo?
Ad ogni modo fa perdere le staffe
Va, non sarò io a giudicarti, re muto! Che fai qui da me?
Fuori dalla mia vita!
(Rielaborazione di alcuni brani tratti da Jesus Christ Superstar, presentazione dei tribunali al Sacro Monte di Varallo, Francesca Iorio ed Elena Nassi)
giovedì 29 luglio 2010
mercoledì 28 luglio 2010

Capitolo primo: Adorava New York. La idolatrava smisuratamente... ah, no, è meglio "la mitizzava smisuratamente", ecco! Per lui in qualunque stagione questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin... eeeh, no, fammi ricominciare da capo...
Capitolo primo: Era troppo romantico riguardo Manhattan, come lo era riguardo tutto il resto. Trovava vigore nel febbrile andirivieni della folla e del traffico. Per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che parivano rotti a qualsiasi navigazione... eh, no, stantio, roba stante di gusto mmm... insomma, dai, impegnati un po' di più! Da capo...
Capitolo primo: Adorava New York. Per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. La stessa carenza di integrità individuale che porta tanta gente a cercare facili strade stava rapidamente trasformando la città dei suoi sogni in... non sarà troppo provocatorio? Insomma, guardiamoci in faccia, io questo libro lo devo vendere!
Capitolo primo: Adorava New York, anche se per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. Com'era difficile vivere in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica tutto volume, televisione, immondizia, troppo arrabbiato... non devo essere arrabbiato...
Capitolo primo: Era duro e romantico come la città che amava. Dietro i suoi occhiali dalla montatura nera, acquattata ma pronta al balzo la potenza sessuale di una tigre, no aspetta ci sono...
New York era la sua città e lo sarebbe sempe stata.
Woody Allen in Manhattan
lunedì 26 luglio 2010
domenica 25 luglio 2010
mercoledì 21 luglio 2010

sabato 17 luglio 2010
domenica 22 febbraio 2009

Luca
Luca era gay
e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo
Luca dice:
prima di raccontare il mio cambiamento sessuale
volevo chiarire che anche se credo in Dio
non mi riconosco nel pensiero dell’uomo
che su questoargomento è diviso,
non sono andato da psicologi psichiatri preti o scienziati
sono andato nel mio passato ho scavato e ho capito tante cose di me
mia madre mi ha voluto troppo bene un bene diventato ossessione
piena delle sue convinzioni ed io non respiravo per le sue attenzioni
mio padre non prendeva decisioni ed io non ci riuscivo mai a parlare
stava fuori tutto il giorno per lavoro io avevo l’impressione che non fosse troppo vero
mamma infatti chiese la separazione avevo 12 anni non capivo bene
mio padre disse è la giusta soluzione
e dopo poco tempo cominciò a bere
mamma mi parlava sempre male di papà
mi diceva non sposarti mai per carità
delle mie amiche era gelosa morbosa e la mia identità era sempre più confusa
Luca era gay
e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca diceaono un altro uomo
Luca era gay
e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca diceaono un altro uomo
sono un altro uomo
ma in quel momento cercavo risposte
mi vergognavo e lecercavo di nascosto
c’era chi mi diceva “è naturale” io studiavo Freud
non lapensava uguale
poi arrivò la maturità ma non sapevo che cos’era la felicità
un uomo grande mi fece tremare il cuore
ed è li che ho scoperto di essere omosessuale
con lui nessuna inibizione
il corteggiamento c’era e io credevo fosse amore
sì con lui riuscivo ad essere me stesso
poi sembrava una gara a chi faceva meglio il sesso
e mi sentivo un colpevole
prima o poi lo prendono
ma se spariscono le prove poi lo assolvono
cercavo negli uomini chi era mio padre a
ndavo con gli uomini per non tradire mia madre
Luca era gay
e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca diceaono un altro uomo
Luca era gay
e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca diceaono un altro uomo
Luca dice
per 4 anni sono stato con un uomo
tra amore e inganni spesso citradivamo
io cercavo ancora la mia verità
quell’amore grande per l’eternità
poi ad una festa
fra tanta gente
ho conosciuto lei che non c’entrava niente
lei mi ascoltava
lei mi spogliava
lei mi capiva
ricordo solo che il giorno dopo mimancava
Questa è la mia storia
solo la mia storia
nessuna malattia
nessuna guatigione
caro papà ti ho perdonato
anche se qua non sei più tornato
mamma ti penso spesso
ti voglio bene
e a volte ho ancora il tuo riflesso
ma adesso sono padre
e sono innamorato
dell’unica donna che io abbia mai amato
Luca era gay
e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca diceaono un altro uomo
Luca era gay
e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo
(Luca era gay, Povia)
martedì 10 febbraio 2009

lunedì 2 febbraio 2009

giovedì 25 dicembre 2008






